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Parliamo di pubblicità per le aziende. Conosci un modo migliore di quello di farti raccontare da professionisti della comunicazione?
Realizzare un advertorial, capiamo insieme cosa vuol dire.
Quali sono oggi i problemi che riscontriamo maggiormente nella comunicazione delle PMI italiane…? Perchè la mia azienda non riesce a vendere un prodotto o un servizio…? Sono questi i maggiori problemi che si incontrano nel sistema di vendita B2B e B2C. Per valorizzare al meglio la notorietà del brand, oggi parliamo di una tecnica maggiormente utilizzata on line per pubblicizzare prodotti e/o servizi aziendali.
In quest’articolo cerchiamo di capire cosa significa advertorial, quali sono le caratteristiche di un advertorial e chiaramente come gli advertorial vengono utilizzati per creare pagine di vendita che hanno come obiettivo quello di vendere.
Realizzare un advertorial, capiamo insieme cosa vuol dire.
La parola Advertorial, di origine americana / inglese, nasce dalla fusione dei due termini Advertising (pubblicità) ed Editorial (editoriale), ed è quello che generalmente viene conosciuto come post sponsorizzato.
La pubblicità advertorial è un metodo efficace che cattura l’attenzione del visitatore e consente di fornire maggiori informazioni rispetto ad un annuncio tradizionale. In pratica, il visitatore percepisce il messaggio come parte di notizie o di commenti editoriali.
L’ Advertorial è una forma di comunicazione promozionale che può prendere diverse forme. L’ advertorial sono contenuti di circa 300 parole, altamente performanti ottimi in chiave SEO, in grado di catalizzare traffico da Google, nel trattare un tipo di argomento.
Negli algoritmi di Google non si penalizza questo genere di attività pubblicitaria purché sia specificato negli articoli che si tratta di “Post Sponsorizzati” ovvero di contenuti acquistati dalle aziende.
L’ advertorial deve essere assolutamente lungo e ben articolato soprattutto ben definito in chiave SEO. Gli advertorial sono quei contenuti che hanno come obiettivo massimizzare le conversioni della campagna, ottimizzando i risultati o i benefici del prodotto da promuovere.
Nelle Strategie di advertorial si traggono diversi vantaggi, si aumenta la credibilità dell’offerta giornalistica, emerge il valore aggiunto del contenuto per il lettore, non si percepisce il messaggio pubblicitario come tale, quindi lo si legge come informazione.
I contenuti creati sotto forma di advertorial, infatti, possono;
- Essere inviati dall’azienda al proprietario del sito internet che li valuterà e deciderà se pubblicarli / modificarli o meno
- Essere creati dal proprietario del blog / sito internet che viene “ingaggiato” per parlare di un determinato prodotto / servizio
La struttura di un advertorial deve avere le seguenti caratteristiche
Il formato è costituito a metà tra un messaggio promozionale ed un contenuto redazionale. Principalmente è rappresentato da 3C;
1- Contenuti redatti in forma di articolo
2- Continuità della pubblicazione
3- Comunicazione visiva e impatto per il branding
Approfondimento delle Tre C dell’advertorial
1- Contenuti con valore aggiunto: ovvero scrivere per l’utente. Un advertorial non deve sembrare un articolo pubblicitario, ma appunto deve offrire informazioni con valore aggiunto in cui l’argomento principale è quello di presentare ed elogiare il prodotto. Bisogna trovare fatti interessanti relativi all’azienda e al prodotto, che si adattano ai contenuti della stampa e dei documenti ufficiali.
2- Continuità e coinvolgimento del target e rilevanza tematica: scegliere quali temi trattare è molto importante per il sito o il blog su cui è stato comprato un advertorial e colpire il proprio target scelto.
3- Comunicazione di alta qualità, i testi di un advertorial devono essere senza errori, ben strutturati e ottimizzati per il web. I concetti più importanti devono essere evidenziati in grassetto così da far capire al lettore ciò che conta di più.
Anche le Immagini e contenuti multimediali, negli Advertorial è importante l’uso di immagini e contenuti multimediali: video, slideshow o animazioni. Le immagini devono essere limpide e pulito per alleggerire il testo.
Nella pubblicità è molto importante segnalare l’advertorial, così da far notare all’utente una separazione netta tra contenuto redazionale e pagato, quindi deve essere ben visibile la dicitura “Annuncio” o “Sponsorizzato”.
Utilizzati nel modo corretto seguendo precise linee guida, gli advertorial sono un elemento importante per il marketing mix che permette alle aziende di raggiungere il proprio target ideale. Realizzare un advertorial significa, promuovere un’offerta, costruire contenuti ad hoc in relazione ad un prodotto o servizio per cui si sta lavorando in modo efficace e diretto.

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Parleremo delle lead generation, quali caratteristiche deve avere una landing page e i 5 tool più performanti…
Stay a tuned
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Nel 2018 ho intrapreso questa professione con entusiasmo.
Ritornare sui banchi di scuola all’ età di 40 anni e + non è stato per niente semplice, rimettersi in gioco.
Ho iniziato con il primo corso di formazione ideato e progettato da Accademia Life , corso interamente finanzianto dalla Regione Lazio di 400 ore come Progettista web e applicazioni multimediali.
Una volta concluso il percorso formativo, mi sono iscritto ad un altro corso di alta formazione sempre della Regione Lazio ma con un altro ente la Iris Formazione e Lavoro, in Tecnico commerciale Marketing di 640 ore.
IL mio percorso professionale e durato un anno e mezzo facendo vari stage in provincia di Latina e in Confagricoltura.
La mia professione è di Social Media Manager, consulente per le p.m.i.
Just in time
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di Francesco Medici web editor
Lo zoom fatigue sappiamo tutti innalza lo stress per le troppe ore in chat . (videoconferenza).
Il cortisolo e’il vero killer dello stress. Ne abbiamo parlato la settimana scorsa sulla rivista IP MAGAZINE CULTURA D’IMPRESA (periodico mensile per le P.M.I.)
A quanto sembra le donne sono piu’ soggette allo stress. La prima cosa che hanno scoperto gli psicologi della Stanford University è che la Zoom fatigue tende a colpire maggiormente le donne, visto che il 13,8% dei partecipanti e’ di sesso femminile.
Rendiamo la giornata lavorativa piu’piacevole anche stando a casa. Come salvarsi da una videocall :
- La prima cosa da fare è sicuramente togliersi il pigiama, mettersi comodo con vestiti che di solito utilizziamo per andare a lavoro.
- L’ideale è di connettersi max 7 persone con le quali si condivide l’evento.
- Appoggiare il Pc sulla scrivania in modo da poter stare in piedi.
- Avere un buon tono di voce, con il microfono acceso, aiuta la conversazione.
- Essere piu’ chiari e precisi nelle indicazioni che si vogliono dare per non far stancare chi è collegato e vi sta ascoltando.
Gli psicologi di Stanford sostengono che parlare dopo le riunioni con i propri colleghi del proprio stato d’animo aiuta.
Quest’ultima dritta serve per scambiare informazioni, timori e consigli con chi è nella medesima situazione.
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di Francesco Medici web editor
Partiamo subito con dei numeri alla mano , ci sono 8 milioni e 359 mila lavoratori dipendenti italiani potenzialmente occupabili con lo smart working. Questo è il dato riportato nello studio della fondazione Consulenti del Lavoro, pubblicato in data 26 febbraio 2020, prima che la pandemia da Covid-19 colpisse ufficialmente l’Italia.
Da allora il numero delle videoconferenze è schizzato alle stelle, da poco più di 25.000 utenti giornalieri di febbraio agli oltre 176.000 utenti di marzo, mese d’inizio del lockdown (fonte: statista.com). Da qui la nascita del nuovo termine “Zoom fatigue”.
Passiamo ore e ore in riunione non è una novità. Il numero di videoconferenze è aumentato in brevissimo tempo e sin da subito è divenuto chiaro come queste possano addirittura causare un tipo di stress nuovo, particolarmente estenuante. I sintomi di questa patologia, sono molto più di un semplice esaurimento. I sintomi menzionati sono i seguenti sintomi:
Difficoltà di concentrazione
Aumento di impazienza e irritazione
Mal di testa e mal di schiena
Dolori articolari e di stomaco
Dei ricercatori della Stanford University hanno approfondito il fenomeno della cosiddetta ‘stanchezza da Zoom’, scoprendo che tende a colpire con più frequenza le donne.
Ps! nel prossimo articolo parleremo come il fenomeno dello stress da Zoom colpisca piu’ le donne.